Calcio: quando Totti, 15 anni fa, inventò “il cucchiaio”.

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FIGCCi sono anniversari che ricorderemo sempre a memoria, ed altri che bisogna “invitare” a farlo. In questi giorni, 15 anni fa, si verificava un evento favolosamente insiginificante, meravigliosamente inutile, ma che solo a ricordarlo, ancora mette i brividi agli appassionati del gioco più bello del mondo. Era esattamente il 29 giugno 2000, si giocava o meglio si era appena giocata la semifinale tra Italia-Olanda agli Europei in Belgio e Paesi Bassi. I tempi regolamentari e supplementari erano finiti 0-0il Pupone beffò van der Saar con un tocco sotto entrato nella storia. I Tempi regolamentari e supplementari finiscono sullo 0-0, l’accesso tottialla finale contro la Francia si sarebbe dunque deciso ai rigori. Il terzo rigorista degli azzurri è Francesco Totti. Prima di avviarsi verso il dischetto, il fantasista azzurro confida al compagno di squadra (ed attuale allentaotre della Under 21 nazionale) Gigi DI Biagio:  “Mo je faccio er Cucchiaio”. Il “cucchiaio” o “scavetto” non è un gestaccio o un rito malefico. Quasi nessuno lo conosceva prima di allora e quasi nessuno aveva mai osato calciare il pallone da fermo in quel modo. In pratica si trattava di sollevare il pallone per inerzia e depositarlo in rete, confidando di aver prima spiazzato il portiere con una finta verso uno degli angoli, liberando l’intera area di porta. Sembra facile no? Per Totti lo fu, il portiere-fenomeno Edwin Van der Saar fu beffato dallo scavetto e Italia volò in finale tra il delirio nazionale che battezzò il cucchiaio, dandone a Totti il copyright di un gesto a metà strada tra il coraggio e l’incoscienza. Dopo Totti è stato il turno di Zidane, Pirlo e altri, ma non a tutti, però, è andata bene. Mai come in questo caso, tra gloria e figuraccia il confine è molto sottile. Per la cronaca, l’Italia in finale fu rimontata e poi perse rocambolascamente contro la Francia. Ma questo preferisce non ricordarlo nessuno.

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