Solidarietà: oggi è la giornata mondiale del rifugiato. I numeri della disperazione.

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In un clima di vera emergenza oggi si celebra la Giornata mondiale del rifugiato indetta dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per aprire uno squarcio di luce sulla drammatica condizione che spinge tanti uomini e tante donne a fuggire da guerre, violenze e persecuzioni.
Il 20 giugno è la Giornata in cui si cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sul tema dell’asilo e della protezione internazionale verso coloro che scappano dal loro Paese perché vittime di persecuzioni.
Ogni giorno 42.500 persone diventano rifugiate, richiedenti asilo o sfollati interni. I dati sono dell’ultimo rapporto dell’UNCHR, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati.
Una persona su 122 nel mondo è uno sfollato, un rifugiato o un richiedente asilo. Le persone costrette a fuggire dalle loro case, erano 59,5 milioni alla fine del 2014 contro i i 51,2 milioni del 2013. Il dato è maggiormente drammatico se si considera che più della metà dei rifugiati a livello mondiale sono bambini.
Save the Children a proposito di questi ultimi ha lanciato un vero allarme: sono quasi 2.000 i minori in fuga dalle guerre giunti in Italia nel 2015 che chiedono aiuto all’Europa e sognano un futuro di pace. A fronte della sempre maggiore impunità per questi dilaganti conflitti e sembra palesarsi l’incapacità della comunità internazionale di fermare queste guerre e costruire la pace.

Mai come quest’anno, i numeri sono impressionanti ed allarmanti sono le dichiarazioni dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati António Guterres il quale, senza mezzi termini, ha detto “il mondo è un caos. Non è possibile aiutare la maggior parte dei 60 milioni di migranti forzati”. E ha concluso rivolgendo a tutti i Paesi del mondo un appello “ Lasciate le porte aperte”.

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