
Quest’anno l’inizio dell’estate è coinciso con la Prima Giornata internazionale dello Yoga. Un evento fortemente voluto dall’India. Il primo ministro indiano Narendra Modi si è messo alla testa di una folla di 35mila persone sul Rajpath di New Delhi, ed hanno eseguito i loro asana nel corso di una manifestazione dimostrativa che si appresterebbe a battere il record mondiiale della sessione con più partecipanti. La disciplina – che ha 60 milioni di praticanti in tutto il mondo – vede in Modi un sostenitore convinto, al punto che ha sollecitato lui stesso presso le Nazioni Unite l’istituzione di questa ricorrenza sostenuto da ben 177 Paesi. Nel suo paese, dove ha creato un ministero per la promozione dello yoga, la pratica di tale disciplina Yoga è secolare, e il fatto che sia iscritta nei codici Indù l’ha fatta ritenere anti-islamica, ma Modi l’ha presentata esclusivamente come pratica volontaria e salutare.
Il raduno di New Delhi ha battuto il record di 29.973 studenti che nel 2005 si erano radunati per una sessione di yoga a Gwalior, sempre in India. “Lo yoga è più di un esercizio fisico”, ha dichiarato Modi prima di raggiungere gli altri partecipanti, “non celebriamo solo una giornata ma stiamo addestrando la mente umana per una nuova era di pace”.
Molti meno, circa 1.500, ma molto ispirati, i partecipanti alla sessione di Kuala Lumpur, in Malaysia.
A Taipei ha ispirato un originale “Yogathon”, una maratona dello yoga. Nella capitale taiwanese più di 2 mila persone hanno effettuato 108 serie di saluti al sole, un esercizio che si compone di una sequenza di 12 movimenti.
Nel proclamare la solennità della giornata, il Segretario Generale della Nazioni Unite BAN-KI-MOON ha dichiarato che “l’Assemblea Generale ha riconosciuto i benefici olistici di una pratica senza tempo, e la sua sostanziale compatibilità con i principi ed i valori delle Nazioni Unite”







