Napoli: distribuivano mazzette per velocizzare i processi. Avvocati e commessi priosciolti

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Secondo il giudice la vicenda  sarebbe dovuta essere sanzionata sul piano disciplinare, anche con l’intervento dell’ordine degli avvocati, ma non è ipotizzabile il reato di corruzione. Con questa motivazione il gup Maria Vittoria Foschini ha prosciolto sei avvocati e quattro commessi del Tribunale di Napoli dall’accusa di corruzione. Le mazzette di importo minimo (20 euro ciascuna) venivano sistematicamente elargite dai professionisti per prenotazione di udienze, telefonate per conoscere l’esito dei procedimenti del Riesame o il rilascio di copie di atti senza pagare i diritti.I fatti contestati risalgono al 2008 e 2009. Le piccole somme di denaro venivano versate dai legali agli uscieri per prenotare le udienze (ovvero far chiamare il proprio processo prima degli altri), o per ottenere informazioni sull’esito dei procedimenti del Riesame, dopo il deposito delle ordinane in cancelleria. Inoltre alcuni commessi procuravano agli avvocati copie «informali» degli atti, per le quali non venivano pagati i diritti di cancelleria. Non sarebbe possibile contestare il reato di corruzione in quanto i commessi del tribunale non rivestano la qualifica di pubblico ufficiale né di incaricato di pubblico servizio.

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