La Corte Costituzionale promuove l’ex governatore della Regione Campania Caldoro che nell’agosto scorso aveva deciso di dare tempo ai Comuni fino al 31 dicembre per risolvere le pratiche relative ai condoni del 1985 e del 1994.
Con sentenza n. 117 depositata il 25 giugno ha ritenuto non fondate le questioni di legittimità costituzionali sollevate in relazione all’art. 1, comma 72, lettera a), della legge della Regione Campania n. 16 del 2014, che prorogava al 31 dicembre 2015 il termine assegnato ai Comuni per definire le domande di condono ancora pendenti.
Il ricorso era stato proposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che aveva denunciato la violazione degli artt. 3, 9 e 117, secondo comma, lettera s), e terzo comma, Cost., affermando che la norma impugnata permette irragionevolmente di «integrare» e «modificare» le domande di condono e allarga l’area della sanatoria in danno dei valori ambientali.
Per la Corte la questione non è fondata, perché la disposizione censurata si limita a formulare un termine sollecitatorio entro cui i Comuni debbono definire le domande pendenti, ma in nessun modo consente che queste ultime siano modificate o integrate.
Con la stessa decisione però la Corte afferma che non rientra nella competenza regionale l’ istituzione e disciplina della figura professionale della guida archeologica subacquea, e il riconoscimento della professione di interprete turistico
La Corte in sentenza ha ribadito di aver più volte affermato che, ai sensi dell’art. 117, terzo comma, Cost., l’individuazione delle figure professionali, con i relativi profili, è riservata allo Stato.








